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Biografia

Storia di uno storico

Storia di uno storico - dionigi antonelli

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Aveva imparato il solfeggio e lo strumento dall’altro zio materno Ubaldo Salveta.

Suonava anche l’organo della chiesa parrocchiale S. Lorenzo.

Nell’anno scolstico 1938-39, desiderando entrare nel  Seminario interdiocesano di Sora per interessamento e zelo dell’allora parroco di Picinisco, don Severino Venturini, natìo di Settefrati, si preparò privatamente all’esame di idoneità dal primo al secondo ginnasio, che sostenne positivamente nel giugno 1939.

Fu il parroco stesso a prepararlo accuratamente per quell’esame.

Una persona, quella di don Severino, verso la quale don Dionigi ha conservato perenne ricordo e riconoscenza per aver orientata decisamente tutta la sua vita.

Nell’ottobre 1939 entrava nel Seminario di Sora, dove frequentò tutto il corso ginnasiale ( 5 anni ) e il corso liceale ( 3 anni ) .

Più di una volta, come nella terza ginnasiale, avendo raggiunto a scuola la media di sette in tutte le materie, venne promosso senza esami. Nell’anno scolastico 1943-44, a causa degli eventi bellici, che coinvolsero anche queste nostre valli, con il Fronte di Cassino, il Seminario restò chiuso.

Costretto dall’occupazione del paese da parte dei Tedeschi e dal pericolo incombente  di bombardamenti aerei, lui con tutta la sua famiglia sfollò a Sora in contrada S. Marciano, dove rimase per più di sei mesi.

Nel settembre 1944, tornando in Seminario, recuperò insieme con gli altri compagni l’anno perduto, frequentando in un anno solo la prima e la seconda liceale.

Durante gli anni di liceo divenne l’organista de Seminario minore.

Il 20 settembre 1946 entrava nel Seminario Regionale Leoniano di Anagni , dove frequentava i quattro anni di teologia. In quegli anni si entrava nel Regionale il 20 settembre e si tornava in vacanza il 2 agosto.

Non c’erano ritorni a casa nemmeno a Natale e a Pasqua. Dal secondo anni di teologia a tutto i quarto divenne l’organista del Leoniano. Il 16 luglio 1950 festa della Madonna del Carmine, Anno Santo, Deo adiuvante fu ordinato sacerdote insieme a due amati compagni, don Antonio Vano e don Costantino Bocci, dal cardinale Eugenio Tisserant, decano del sacro collegio cardinalizio. L’indimenticabile cerimonia ebbe luogo nella cappella del Collegio Leoniano.

Dopo una parte dell’estate passata nella parrocchia di S. Lorenzo di Isola del Liri in aiuto all’arciprete dell’epoca don Gerardo  Apruzzese, nell’ottobre 1950 S.E. Mons. Fontevecchia, nostro vescovo, gli conferiva l’incarico di suo segretario particolare e di insegnante di Lettere nel Seminario.

Iniziava in tal modo la sua lunga docenza nel pio istituto, che doveva durare per ben 34 anni fino al 1984, quando quelle scuole, per mancanza di seminaristi, vennero definitivamente chiuse.

Nel maggio 1951 il nuovo vescovo Mons. Biagio Musto, venuto prima come coadiutore di Mons. Fontevecchia e poi definitivamente titolare delle tre diocesi, lo confermò suo segretario particolare, conferendogli di anno in anno altri incarichi diocesani: insegnante di Religione ( per alcune ore ) nelle scuole statali, segretario dell’Unione Apostolica Diocesana de Clero; vice-assistente dei Giovani Cattolici ( GIAC ) , assistente del Centro Italiano Femminile ( CIF) ed infine per molti anni fino al 1972 assistente dei Maestri Cattolici ( AIMC) .

Nei nove anni che rimase in episcopio vicino al vescovo curò con particolare impegno la pubblicazione a volte mensile, a volte bimestrale o trimestrale del “Bollettino Diocesano” delle tre diiocesi di Aquino, Sora e Pontecorvo, sviluppandovi specialmente la rubrica: “Cronache Diocesane”.

In quegli anni insegnò in Seminario anche musica figurata al ginnasio e canto gregoriano al liceo.

Nell’ottobre 1960 per desiderio ed incarico del vescovo diveniva rettore del Seminario e del Santuario di Canneto.

Nei primi anni del suo rettorato il pio istituto si ripopolò a tal punto che fu d’uopo istituire sezioni doppie delle tre classi della scuola media.

Il numero degli alunni raggiunse quota 106. Ovviamente non tutti erano orientati a seguire la via del sacerdozio.

Era prematuro per la loro età.

Anche nel Santuario di Canneto si ebbero delle provvide novità.

Il nuovo rettore iniziò subito ad officiare il Santuario nelle domeniche e nelle feste dei mesi estivi, grazie anche alla strada carrozzabile, che dal 1961 rese accessibile la Valle di Canneto anche ai mezzi di locomozione.

Un’ idea felice fu anche quella di iniziare subito la pubblicazione annuale del “Bollettino del Santuario”. Con notizie e fatti, che potevano interessare ogni devoto.

La rivista portò dovunque il nome della Madonna Bruna, seguendo di pari passo i nostri connazionali nelle loro emigrazioni verso l’ Europa del Nord, verso le due Americhe fino all’Australia e alla Nuova Zelanda.

Ben presto crebbero il pellegrinaggio anche feriale, la corrispondenza epistolare ele offerte dalle varie parti d’ Italia e dall’estero.

A metà degli anni ’60 fu necessario aprire il Santuario anche nei giorni feriali dei tre mesi estivi : luglio , agosto, e settembre, oltre che tutte le domeniche dei mesi da aprile a novembre.

Il problema di un Santuario più ampio ed accogliente diventava di anno in anno più urgente ed improrogabile.

Si studiarono a lungo diverse soluzioni.

Intanto vennero completati i lavori di restauro e di prolungamento della chiesa e negli anni 1969-70 a totale carico dell’Amministrazione del Santuario fu realizzato il complesso igienico-sanitario posto nelle vicinanze dell’antica chiesa per il servizio pubblico gratuito dei pellegrini.

Con la venuta nel 1972 in diocesi del nuovo vescovo Mons. Minchiatti , che prediligeva il Santuario di Canneto, maturarono ben presto due importanti decisioni: quella di costruire dalle fondamenta un nuovo santuario e quella di separare i due incarichi di rettore del seminario e di rettore del Santuario .

Don Dionigi, che aveva tenuto fino a quell’anno ambo le cariche, pur invitato caldamente dal vescovo stesso a mantenere solo la direzione del seminario, preferì invece conservare solo quella del santuario.

Preso atto di questa scelta, il vescovo uscì nell’espressione: “Allora il nuovo santuario si farà “.

Con un sacerdote ora tutto dedito al servizio del Santuario e con un vescovo, come Mons. Minchiatti, deciso a perseguire a qualunque costo tale scopo, l’obiettivo che prima sembrava impossibile, si poteva effettivamente raggiungere.

E difatti il grande progetto della ristrutturazione generale del Santuario, con l’aiuto di Dio e della Madonna, fu realizzato nel 1978-1987 e completato negli anni susseguenti.

Tuttavia don Dionigi con la sua decisione di dedicarsi completamente al Santuario di Canneto, non lasciò definitivamente il Seminario, in quanto continuò a insegnare latino e greco in quel ginnasio, che venne parificato proprio in quegli anni, dal 1972 in poi e collaborò con il nuovo rettore don Luigi Casatelli già suo vice-rettore, nella preparazione del corso dei seminaristi per il servizio liturgico nelle maggiori celebrazioni della Cattedrale e di S. Restituta, fungendo da organista.

Per coinvolgere maggiormente il clero e i fedeli delle tre diocesi nella devozione alla Madonna Bruna e nei problemi del suo Santuario, per volontà di Mons. Minchiatti, fu elaborato un nuovo statuto del Santuario, che oltre il Consiglio d’Amministrazione, che già esisteva e funzionava in pieno, istituiva una Deputazione religiosa con rappresentanti ecclesiastici e laici delle varie parti delle tre diocesi.

Il nuovo statuto approvato nel maggio 1972 dal vescovo, entrò subito in vigore.

Anche il pellegrinaggio interdiocesano del 1 maggio a Canneto, che in seguito ha avuto un crescendo di folle e di motivazioni spirituali fino alla grandiosità di oggi, rientrava in questo piano di coinvolgimento delle tre diocesi.

La sua data di nascita è il 1 maggio 1974, su iniziativa di incoraggiamento di S.E. Mons. Minchiatti.

Il rettore don Dionigi, avvalendosi della collaborazione sincera e generosa innanzitutto del suo amministratore don Antonio Sacchetti, arciprete di Settefrati,  e del personale laico del paese, nonché di ottimi sacerdoti della diocesi e dell’Istituto  salesiano in villeggiatura estiva a Canneto, affrontò il nuovo compito che lo attendeva con serenità, ma con coraggio e tenacia.

Egli diede vita ad iniziative varie.

Intensificò la sua presenza e permanenza al Santuario per gran parte dell’anno, dal marzo al dicembre, specialmente nei mesi estivi in sintonia con il crescere del pellegrinaggio non solo festivo, ma anche feriale; potenziò la stampa propria del Santuario, sia quella periodica, pubblicando ogni quadrimestre il bollettino di Canneto sia quella devozionale con la diffusione massima di libretti di preghiere, cartoline immagini della Madonna e della Valle.

Per sovvenzionare la nuova opera del Santuario in corso di realizzazione allestì una rivendita di “souvenir” di Canneto, aggiornandola di anno in anno con articoli sempre più raffinati ed intonati al luogo e alle sue bellezze naturali; curò nella pubblicazione dei bollettini la rubrica: “Gara di generosità”, riservata alle comunità parrocchiali e alle persone che offrivano di più per il nuovo Santuario.

Una particolare attenzione riservò alla raccolta ed esposizione degli ex-voto, richiesta e visitata dalla maggior parte dei devoti.

Ma ogni anno il maggior impegno  per il rettore era e rimane ancora la preparazione delle Feste di Canneto ( 18-22 agosto ), che richiedevano sempre un gran numero di confessori e personale laico adatto a disposizione.

Preziosa era in quei giorni la presenza al Santuario di Suore del Preziosissimo Sangue e di alunni del seminario minore e del seminario maggiore.

Nel 1977 si ebbe una vera novità specie nel servizio liturgico de Santuario, con la venuta a Canneto per tutto il periodo estivo delle Suore di S. Giovanna Antida di Sora, nonostante lo squallore e la povertà dei locali della vecchia chiesa, che le ospitavano.

Quelle reverende Suore per i servizio che vi prestano sono ancora oggi il fiore all’occhiello del Santuario di Canneto.

Negli anni ’70 don Dionigi, nonostante i suoi impegni al Santuario di Canneto, riuscì a completare i suoi studi, conseguendo presso l’Università degli Studi di L’Aquila prima la Laurea  in materie letterarie ( 1976), poi la Laurea in Pedagogia ( 1979 ) presso l’Università Lateranense di Roma la Laurea in Sacra Teologia ( 1982 ) .

Nella prima laurea a L’Aquila discusse la tesi : “Il Santuario di Canneto dal sec. XV al sec. XIX Storia – Tradizioni – Folklore”.

Relatore: il prof. Eligio Vitali. (voto: 110 e lode ) .

In tal modo il nome del Santuario di Canneto entrava e risuonava anche nelle aule accademiche, in genere spiritualmente aride ed agnostiche.

Il giorno più alto e significativo di tutto i suo lungo servizio pastorale a Canneto fu certamente il 18 agosto 1983, quando si riaprì al culto il nuovo Santuario e la statua della Madonna, dopo cinque anni passati nell’accogliente Casa Salesiana nascosta tra le faggete del fondo-valle, faceva ritorno alla sua antica sede, rinnovata dalle fondazioni e ricostruita secondo criteri moderni di stabilità e di funzionalità.

Iniziava una nuova storia e una nuova stagione di fede, carica di speranza e di liete promesse.

Altro giorno splendido ed indimenticabile de suo servizio mariano fu la celebrazione del VII Centenario della fondazione del Santuario a decorrere dal primo documento certo della sua storia plurisecolare: il rescritto del 13 dicembre 1288 con il solenne pontificale del cardinale Alfonso Maria Stickler, già bibliotecario ed archivista di Santa Romana Chiesa.

Nel maggio 1994, dopo 34 anni di servizio alla Casa della Madonna Bruna, lasciava a direzione del Santuario di Canneto a forze più giovani, continuando a collaborare con i nuovi rettori per il bene spirituale di tanti devoti.

Tale collaborazione consisteva e consiste ancora nel contribuire con articoli propri alla preparazione del periodico quadrimestrale intitolato: “ Il Santuario di Canneto-Settefrati”e alla pubblicazione annuale di “Quaderni del Santuario di Canneto.

Temi di riflessione mariana”, mentre in tutte le domeniche dei mesi estivi, quanto è maggiore l’afflusso dei pellegrini, si porta personalmente al Santuario per prestare il suo aiuto nelle confessioni e nelle celebrazioni delle Messe.

Dal 1994 ha continuato ininterrottamente le sue ricerche storiche, pubblicando varie opere di storia locale come :” Settefrati nel Medioevo di Val Comino” ( Castelliri 1994 ); “Alvito dalle origini al sec. XIV. Nella ricorrenza del IX Centenario della fondazione della Città ( 1096-1996)” , Castelliri 1999; “Il Castello Medioevale di Picinisco .

Le origini storiche del paese e la prima cinta muraria”, Roma- Sora 1997 “Le fonti storiche medioevali della Chiesa di Atina.

Nel Medioevo Atina e il suo territorio facevano parte della diocesi di Sora”, “Atti del Convegno di Atina, 20 ottobre 2001” Cassino 2002; “ Il Culto di S. Nicola di Bari nei paesi di Val Comino e in Casalvieri”, “ Atti del Convegno di Casalvieri, 17 agosto 2000” Roma 2002; “ L’incastellamento dei secc. XI e XII con una breve ripresa nel sec.  XIII in Valle Roveto. Le origini storiche dei paesi della Valle”.

“Convegno di Roccavivi, 12 agosto 1998”, Sora 2005; “Il programma politico di Innocenzo III e la Contea papale di Sora. Centenario 1208-2008”, Sora 2008; “Gli ospedali delle parrocchie e degli Ordini Religiosi esistenti nella Città e nella diocesi di Sora dal sec. XI al sec. XIX “, Sora 2009; “ Il Santuario di Canneto-SEttefrati dalle origini all’attuale ristrutturazione generale ( 1978- 1987 ) .Studio critico-storico”.

Seconda edizione riveduta ed ampliata, Sora 2011.

Dal 26 dicembre 1997 con biglietto spedito in pari data dalla Segreteria di Stato e Cappellano di Sua Santità.

Dal 2002 ricopre l’incarico di Presidente del Comitato Scientifico dell’ Archivio Storico Diocesano di Sora, che in tale anno fu aperto al pubblico con l’annessa Biblioteca “Cesare Baronio”, ambedue frequentati da professori, da giovani universitari ed appassionati ricercatori di storia locale.

 

                                                            Mons. D. Dionigi Antonelli

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____________________________________________ - dionigi antonelli
Tratta dal libro "Il Castello di Picinisco" - foto Luigi Giannetti-
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